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Morire di carcere. Dossier 2000-2009 |
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Anni
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Suicidi
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Totale morti
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I "casi" raccolti non rappresentano la totalità delle morti che avvengono all'interno dei penitenziari italiani: sono quelle che siamo riusciti a ricostruire in base alle notizie dei giornali, delle agenzie di stampa, dei siti internet, delle lettere che ci scrivono i volontari o i parenti dei detenuti.
Purtroppo molte morti passano ancora "sotto silenzio", nell'indifferenza dei media e della società: ma la nostra non vuole essere una ricerca meramente statistica; il nostro obiettivo è un altro, quello di raccontare delle storie, di ridare una dimensione umana alle vicende delle persone che muoiono in carcere.
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2000
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56
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160
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2001
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69
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177
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2002
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52
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160
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2003
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57
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157
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2004
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52
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156
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2005
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57
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172
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2006
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50
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134
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2007
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45
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123
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2008
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42
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121
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2009*
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72
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175
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| 2010 |
23 |
70 |
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Totale
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551
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1543
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* Dati aggiornati al 27 NOVEMBRE 2009
www.ristretti.it
Nei primi 8 mesi dell'anno nelle carceri italiane si sono uccisi 48 detenuti Da gennaio ad agosto 48 detenuti si sono tolti la vita, 18 in più rispetto ai primi 8 mesi dello scorso anno e 20 in più rispetto allo stesso periodo del 2007. Di questo passo a fine anno arriveremo a un numero di suicidi superiore a 70, un triste "primato", mai registrato nelle nostre galere (vedi tabelle in allegato). Il più giovane dei detenuti suicidi era un 19nne tunisino, ma ben 17 avevano tra i 20 e i 30 anni, a riconferma che i giovani sono i soggetti più "a rischio" in carcere, a differenza del "mondo libero", dove sono maggiormente le persone mature o anziane ad uccidersi. 28 dei suicidi erano italiani e 20 stranieri, 2 le donne. Ma l'orrore delle carceri non conosce sosta: di oggi la notizia che un detenuto di 42 anni è morto dopo un mese di sciopero della fame nel penitenziario di Pavia; una vicenda che ricorda da vicino quella di Ali Juburi, 40enne iracheno deceduto nell'agosto 2008, dopo ben 80 giorni di digiuno nel carcere di L'Aquila. Entrambi stranieri, entrambi senza famiglia in Italia e senza denaro per garantirsi una adeguata difesa (Juburi era in carcere perché accusato del furto di un telefonino!), entrambi protestavano la loro innocenza rifiutando di nutrirsi... chissà se l'Amministrazione Penitenziaria classificherà la loro morte come "suicidio", ma noi preferiamo scrivere vicino ai loro nomi "morti per fame".
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a cura di Francesco Gentiloni
" Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri" Voltaire
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