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Assemblea con noi studenti del Berchet di Milano e presentazione del libro "Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri"
di Jessica Carbonaro

Luigi Manconi e Valentina Calderone ci hanno presentato la situazione detentiva delle carceri italiane in  un’analisi spietata quanto puntigliosa; quello che accade all’interno di certe strutture istituzionali lascia annichiliti; la lettura di questa cronistoria  trascina il lettore  in un vortice di dati crudi e dettagliati da cui non si può rimanere indifferenti. Gli stessi dettagli  che in molti frangenti mi hanno costretta a  chiudere il libro  per riprendere fiato, nessuno forse in precedenza aveva dato voce a queste situazioni, soprattutto non in questa chiave. Nessun giudizio di sorta, solo la nuda verità.
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Nuova udienza del processo per la morte di Francesco Mastrogiovanni

 

Udienza del 13 marzo 2012

«Francesco Mastrogiovanni aveva esattamente lo stesso disturbo mentale di Francesco Cossiga, che è stato eletto Presidente della Repubblica. Questi uomini hanno una marcia in più rispetto agli altri». Solo che uno è diventato presidente della Repubblica e l’altro è stato ammazzato nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
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Giuseppe Uva è stato violentato?
L’atroce sospetto dopo la perizia
Luigi Manconi
Giuseppe Uva subì violenza sessuale, quella notte del 14 giugno del 2008? La vicenda del quarantatreenne morto dopo essere stato trattenuto per oltre tre ore nella Caserma dei carabinieri di Varese, è arrivata a una svolta decisiva. Ripetutamente abbiamo denunciato l'incompletezza delle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Varese e ora, grazie al deposito della perizia ordinata dal giudice sugli indumenti indossati da Uva quella notte, sembra che si possa intravedere un barlume di verità. Una verità che apre scenari inquietanti. Gli elementi conosciuti permettono di riassumere la vicenda come segue.
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Comunicato stampa 05 marzo 2012


Manconi: Uva è stato violentato?

Luigi Manconi presidente di A Buon Diritto: “Oggi, nel palazzo di Giustizia di Varese, nel corso del dibattimento sulla morte di Giuseppe Uva, deceduto nell’ospedale di quella città, il 14 giugno del 2008, dopo esser stato trattenuto per circa tre ore nella caserma dei carabinieri di via Saffi, è stato ascoltato il perito del tribunale. Secondo la sua deposizione, le evidenze scientifiche mostrano inequivocabilmente che il sangue presente sui pantaloni indossati da Uva è di origine anale. Questo fatto sconvolgente pone due interrogativi: cosa è davvero accaduto nella caserma dei carabinieri durante quelle lunghe ore quando, secondo un testimone oculare, si sentivano “le urla strazianti” di Uva? Come è stato possibile che per quasi quattro anni l’indagine della Procura non abbia portato ad alcun risultato e abbia ignorato testimonianze e prove che avrebbero potuto consentire l’accertamento della verità?

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Il giorno 23 febbraio, alle ore 10.30, Lucia Uva ha presentato la vicenda di suo fratello Giuseppe Uva davanti alla Commissione democrazia e diritti umani dell'assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce)


Mi chiamo Lucia Uva e sono qui oggi per raccontare la vicenda di mio fratello, Giuseppe Uva, morto il 14 giugno 2008 dopo essere stato trattenuto per oltre tre ore nella Caserma dei carabinieri della nostra città, Varese.
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Definire il decreto Severino un indulto mascherato è populista? Controversia tra Patrizio Gonnella, Marco Travaglio e Mauro Palma


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Malasanità nel carcere di Asti

Riceviamo e pubblichiamo un esposto presentato alla Procura di Asti dalla signora Franca Barbera, per denunciare la grave situazione di carenza sanitaria in cui è costretto il suo convivente, detenuto nel carcere Marassi di Genova.


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L’impossibile liberalizzazione delle carceri
di Stefano Anastasia e Alessio Scandurra

Liberalizziamo le carceri? Affascinante l’ossimoro proposto dal decreto Monti. Ma non si tratta di aprire porte e finestre e di consentire, a chi vuole, di uscirne e, magari, a qualcuno di entrarci di propria sponte. No, più prosaicamente il Governo si limita a (ri)aprire ai privati la realizzazione e quindi la gestione degli istituti penitenziari. Già previsto nella finanziaria per il 2001 del Governo Amato, il project financing è una ricorrente tentazione di un ceto politico di governo che non vuole o non può decriminalizzare e non ha i mezzi per far fronte al sovraffollamento penitenziario da esso stesso stimolato, subìto o assecondato.

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Piccola posta
Adriano Sofri

Ciascuno di voi avrà qualche idea su come migliorare il servizio della pensione in Engadina in cui va a passare le vacanze da dieci anni, figuriamoci se non ne ho io rispetto alla galera. Ma bisogna partire da una premessa: che non ci sono poche carceri, bensì troppi detenuti. E che non bisogna costruire nuove carceri, ma sgomberare, riparare e manutenere quelle che ci sono. Sennò, soldi, energie, e buone intenzioni buttate al vento, e dolore senza rimedio.
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Svuota-carceri e amnistia, gli annunci non bastano
Valentina Ascione

«Amnistia, amnistia, amnistia!», hanno gridato in coro i detenuti di Rebibbia, salutando domenica scorsa Benedetto XVI al termine della sua visita all’istituto dell’estrema periferia romana. Stipato ben oltre il limite regolamentare proprio come tutte, o quasi, le altre carceri nel nostro Paese, dove, come ha denunciato anche il pontefice, sovraffollamento e degrado infliggono una pena supplementare, odiosa, che vìola la legge e i più elementari diritti umani.
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La questione immorale
Luigi Manconi
Se quella del carcere è, in tutta evidenza, una fondamentale questione politica e morale, perché mai, a interessarsene, sono pressoché esclusivamente i pontefici della Chiesa cattolica e i Radicali? Una possibile risposta risiede nel fatto che la politica, nella migliore delle ipotesi, considera il carcere un problema umanitario.
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Celle, stelle e bancarelle: il buono dal carcere
Lontano dalla ressa forsennata delle vie del centro e dall’afa dei centri commerciali è possibile acquistare regali originali o scoprire un pezzo di mondo sconosciuto, quello dei prodotti realizzati in carcere. Ma non pensiate che si tratti di uno shopping solidale che vi fa sembrare buoni a buon prezzo regalando velieri e centrini a punto erba.
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Aspettando Leda
Antonella Barone
"Viviamo in un periodo in cui parole come solidarietà, condivisione,uguaglianza sembrano essere per pochi:forte è la tendenza a chiudersi nella difesa delle proprie scarse e precarie certezze e dei privilegi, per chi ne ha. L'egoismo, dunque, da difetto morale individuale rischia di diventare il tratto distintivo della società...".
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Detenuti classificati per colore
di Patrizio Gonnella
I direttori delle carceri hanno due mesi per classificare i detenuti con la colorazione suggerita dall’amministrazione penitenziaria. Una classificazione che incide su diritti fondamentali quale quello all’aria.
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Minorenne clandestino "ospite" del centro. Un caso a Ponte Galeria


 

Il consulente della Asl Sa3 sulla morte di Francesco Mastrogiovanni: "Se la condotta dei sanitari fosse stata corretta il paziente poteva essere ancora oggi vivo!"
Slegami. Osservatorio sulla contenzione


Udienza del 29 novembre 2011

Al Tribunale di Vallo della Lucania, nel pomeriggio, si è svolta la nuova udienza del processo contro i sei medici e i dodici infermieri del reparto di psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania, imputati per la contenzione durata ottantatre ore e per la morte del maestro elementare di Castelnuovo Cilento Francesco Mastrogiovanni, avvenuta la notte del 4 agosto 2009 per edema polmonare in una stanza-cella dell’ospedale di Vallo della Lucania.

 

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Lettera aperta al nuovo Guardasigilli della Giustizia
Carmelo Musumeci

Aver letto sul Manifesto di giovedì 17 novembre:
- La professoressa Severino, nuova guardiasigilli, intercettata all’uscita sullo scalone assicura di avere saputo della nomina solo ieri mattina, poi dice che un intervento per l’emergenza carceri sarà una delle prime cose da fare- mi fa ben sperare.
Ed ho pensato di scriverle questa lettera aperta per farle sapere che:
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Il trattamento sanitario obbligatorio come privazione della libertà.

Una storia vera

Slegami. Osservatorio sulla contenzione


Valeria Rossi (nome di fantasia) esercita dal 2001 la professione di medico specialista in neurologia presso un ospedale italiano. A causa di una malattia, nel giugno del 2003, viene operata e dopo due mesi di convalescenza riprende la propria attività lavorativa.

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Primo Giornale Radio dalle carceri italiane, gestito dai detenuti Bollate e Rebibbia


Grc ossia giornale radio dal carcere. All’interno della trasmissione radiofonica “Jailhouse Rock, suoni, suonatori e suonati dal mondo delle prigioni”, nasce uno spazio giornalistico e informativo gestito direttamente dai detenuti delle carceri di Roma Rebibbia nuovo complesso e di Milano Bollate. Nei due istituti operano due vere e proprie redazioni che in modo indipendente costruiscono, leggono e commentano notizie carcerarie.
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Si può escludere che Giuseppe Uva abbia subito violenza sessuale?


Importanti novità nel processo per la morte di Giuseppe Uva sono emerse due giorni fa, quando nel corso di un'udienza nel tribunale di Varese, sono stati presentati i risultati della relazione preliminare a opera di tre periti incaricati dallo stesso Tribunale. Il compito dei periti era quello di valutare la precedente documentazione autoptica, di rilevare se fosse necessaria una riesumazione del cadavere per effettuare ulteriori accertamenti, di svolgere degli esami su tracce di colore rossastro rilevate sui pantaloni di Uva, mai analizzate prima.
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Massimo Casalnuovo, un'altra vittima dello Stato?

Massimo Casalnuovo il 21 agosto 2011 è in motorino per le strade di Buonabitacolo in provincia di Salerno. Massimo guida senza casco e verso le 21 incontra una pattuglia di carabinieri. I testimoni oculari affermano che i militari, per far rispettare al ragazzo l’alt intimatogli, sferrano un calcio al motorino. Massimo, che aveva solo 21 anni, è morto la sera stessa. I familiari e gli amici hanno costituito il "Comitato Verità e Giustizia per Massimo". Pubblichiamo sul nostro sito la lettera che il padre di Massimo ha scritto dopo la tragedia e la rassegna stampa della vicenda.

 


 

 

 

RECENSIONI

 


In questo stato



"Giustamente" - Per conoscere la civiltà del tuo paese devi visitare le sue carceri

 

Valentina Ascione e Simone Sapienza. Regia di Paco Anselmi

 

 

 


 

Lettera Aperta al Ministro della Giustizia, Onorevole Nitto Francesco Palma

Eran 44, eran giovani e forti, e sono morti... Morti di stanchezza, si intende.

 


 

Il direttore sanitario dell’ospedale di Vallo della Lucania: «La contenzione è un sistema di terapia ».

Un familiare di Franco, accorso in ospedale subito dopo la notizia: «Franco era martirizzato, lividi profondi per tutto il corpo ».

 

 






Al mercato di Porta Palazzo di Gianmaria Testa
"Abdul" di Paolo Rossi
"Presi per caso" un macigno da trattare delicatamente di Simone Cristicchi
"Noi siamo gli asini" di Ascanio Celestini
Eugenio Finardi parla di "Angeli di sabbia"

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Numero dei detenuti presenti su 43084

6 7 4 2 8

Osservatorio sulla contenzione
a cura di Grazia Serra

  
   

   
    a cura di Francesco Gentiloni

" Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri"
Voltaire

 


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